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Motocikli

Moto GP, la rivalità tra Valentino Rossi e Marc Marquez

June 25, 2025No Comments4 Mins Read0 Views
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La grande lite del 2015 costò il 10° titolo a Valentino. E adesso c’è aria di aggancio a quota 9 Mondiali…


Massimo Brizzi

Giornalista


25 giugno – 11:34 – MILANO

Oltre la rivalità. Il dualismo che contrappone Valentino Rossi e Marc Marquez, due fuoriclasse della moto che nascono ogni 20 anni, sia detto subito a scanso di equivoci, rasenta i confini dell’odio. Sentimento estremo e pericoloso. Soprattutto quando il terreno della contesa è dato dalla pista e da duelli sul filo dei 350 orari su due ruote. Oltre il risentimento, fra il pesarese 9 volte iridato e lo spagnolo con 8 titoli in bacheca c’è di peggio: la mancanza di rispetto. Quella che ha portato all’irrigidimento delle posizioni con due schieramenti contrapposti che a distanza di 10 anni continuano a rivangare ragioni, dispetti e ostilità in una faida che supera lo spessore sportivo delle parti in causa, con scorie ancora attuali, anche perché quest’anno c’è aria di aggancio in quanto a titoli. Nello stesso terreno di caccia può esserci solo un capobranco, vale in natura come nello sport. Quando si sono trovati in due, gli artigli hanno graffiato. Rossi per non lasciare la sua riserva, Marquez per spodestarlo e diventare il nuovo regnante. Quasi inevitabile. 

Scintilla

—  

La miccia del loro odio risale a Sepang 2015, quando dopo le dichiarazioni incendiarie di Valentino in conferenza legate al precedente GP (“Marc in Australia ha giocato con noi, voleva dare vantaggio a Lorenzo e farmi perdere punti perché preferisce Jorge a me”), Marc gli spiegò in pista, in un GP decisivo per la lotta iridata fra Rossi e Lorenzo, cosa significasse per lui intralciare realmente un avversario. Quella corrida nei primi giri del GP di Malesia – Marquez che incrocia le linee oltre misura e Vale che lo aspetta, quasi un regolamento di conti non un duello fra icone del motomondiale, la gamba che si allarga, il contatto, Marc che cade, Rossi che finisce terzo, ma viene penalizzato e costretto a partire dall’ultima fila a Valencia, nell’atto conclusivo in cui perderà il Mondiale —, scava il buio fra i due campioni. La cenere però è antecedente al GP di Australia. 

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Gli scontri

—  

In quel 2015 Marquez è campione in carica, titolo vinto con 13 successi su 18 gare, e già nel 2013 aveva lasciato il segno: Mondiale all’esordio in MotoGP e un sorpasso a Rossi al Cavatappi, fotocopia di quello che Vale portò lì a Stoner 5 anni prima. È un segnale: il nuovo capobranco Marc, al là di poster e autografi del suo idolo d’infanzia, vuole spodestare quello vecchio, Vale, usando le sue stesse armi. I due si annusano e fiutano il pericolo. In Argentina nel 2015 il primo scontro. Rossi parte ottavo, recupera e al penultimo giro passa il leader Marquez dopo un contatto fra le moto: Vale vince e festeggia con la 10 di Maradona, Marc cade e finge di incassare. Tre mesi dopo, ad Assen, il replay. I due si giocano la vittoria e alla chicane finale dell’ultimo giro Marc si butta all’interno mentre Vale chiude la traiettoria, rimbalza sulla carena della Honda taglia sull’erba e vince. Contatto di gara, ma la cenere cova. Si attizza in Australia, divampa in Malesia e incenerisce tutto a Valencia, con Lorenzo che vince gara e titolo ‘scortato’ da Marquez. La verità del 2015 sta nel mezzo: Marquez si è inserito in una lotta iridata che non lo riguardava, ma Rossi, che nel finale di stagione era in difficoltà (negli ultimi 6 GP nessuna vittoria e solo 5 giri in testa) contro il compagno Lorenzo che andava a mille, ha sbagliato i calcoli. Ha accusato chi era come lui: capobranco, cinico, dotato e con la stessa ferocia agonistica. Lo ha capito tardi e forse se ne è pentito. In Argentina nel 2018 un altro capitolo della faida: dopo un GP ricco di errori Marquez fa cadere Rossi che non le manda a dire: “Marc non ha rispetto per gli avversari, è pericoloso: ti punta la gamba, sa che se ti prende fra la gamba e la moto tu cadi e lui non cade”. Da allora a oggi le strette di mano non sono arrivate e la rivalità a distanza continua tramite eredi, emuli e schiere di tifosi. Peccato. Due artisti non dovrebbero mai macchiare le loro tele.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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